Viva L’Italia La morte di Fausto e Iaio
Milano, zona Casoretto, via Mancinelli, vicino al famoso centro sociale Leoncavallo, nel 1978, anni scottanti, in un clima di rivoluzione ideologica, a due giorni dal rapimento di Aldo Moro, c’è una coppia di ragazzi, normali, come tutti quelli che in quel periodo scoprivano in cosa credere davvero, che ogni giorno percorrevano le strade tra il parco Lambro, la trattoria, via Lambrate, i concerti e l’ impegno per migliorare lo stato del quartiere, dove la droga colpiva tanti tra i loro coetanei.
Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci, sono uccisi a colpi di pistola. Freddati dietro la chiesa di Casoretto. Avevano diciotto anni. I sospettati dell’omicidio sono esponenti di un gruppo eversivo d’ispirazione neofascista. Età: venti o poco più.
Lo spettacolo non è un documentario. Dei fatti realmente accaduti, Roberto Scarpetti, si serve per scrivere un testo, intenso, che lascia spazio alla commozione.
Le parole di questa drammaturgia divisa per monologhi o dialoghi corali che si intersecano tra loro, ci colpisce allo stomaco, vanno dritte ad un emozione concreta, senza troppi fronzoli.
Il progetto è di Cèsar Brie e come sempre, riserva delle sorprese, velate da un senso di magia teatrale.
In questo lavoro i materiali semplici utilizzati sono dei teli di plastica e due strutture di legno, che riproducono suoni, situazioni, costruiscono attivamente insieme agli attori l’immaginario di cui abbiamo bisogno per capire.
Capire la mamma ad esempio.
Si apre la scena e l’atmosfera creata da Alice Redini, è molto forte. L’attrice interpreta la madre, bravissima, anche perché riveste tutti i ruoli femminili; persino quelli solamente accennati per aiutare lo spettatore a ricucire la trama di un complesso meccanismo di eventi, complicati, bui, mistificati, caratterizzanti l’Italia di quegli anni.
Gli altri intrepreti maschili non sono da meno, Federico Manfredi (Fausto), è convincente ed energico nel ruolo del ragazzo inconsapevole, che nella strada di ritorno, mentre a casa lo aspettano per cena, viene ucciso . Allo stesso tempo sa cambiarsi d’abito e trasformarsi fisicamente, tanto che è difficile riconoscerlo, nei panni di un infiltrato e quelli di un capo di polizia, sopra le righe, riesce a strapparci più di un sorriso.
Andrea Battaglio (Salvo) l’ uomo onesto, che vuole fare chiarezza su questo caso, indaga sullo spaccio di droga, la politica, il rapimento di Aldo Moro e la lotta tra faide ideologiche in opposizione. L’attore aderisce molto bene a questa immagine e ci porta con mano nel tempo di un’ inchiesta che grazie “all’associazione madri antifasciste “ costituitasi dopo la morte dei due ragazzi, ne ha impedito l’archiviazione per 22 anni; poi, nel 2011 Fausto e Iaio sono stati dichiarati vittime del terrorismo.
Da vedere. Momento di condivisone e approfondimento, il teatro in una domenica pomeriggio primaverile, era pieno.
Antonella Vercesi.
Teatro dell’Elfo Corso Buenos Aires 33
sala Fassbinder | 18 marzo – 14 aprile 2013
mar-sab: 21:00 / dom: 16:00
VIVA L’ITALIA
Le morti di Fausto e Iaio
di Roberto Scarpetti
regia di César Brie
musiche originali di Pietro Traldi
con Massimiliano Donato, Andrea Bettaglio, Alice Redini, Umberto Terruso, Federico Manfredi
luci Nando Frigerio
suono e programmazione video Giuseppe Marzoli
progetto video Boombang Design
produzione Teatro dell’Elfo
prima nazionale
Il testo è stato insignito della Menzione speciale Franco Quadri – Premio Riccione per il Teatro 2011
orari prezzi e altro
• Orari: mar-sab 21:00/ dom 16:00
• Durata: 90′ senza intervallo
• Prezzi: Intero euro 30.50 – Martedì biglietto unico euro 20 – ridotto <25 anni – >60 anni euro 16 – gruppi scuola euro 12
• È valido l’abbonamento Invito a Teatro – tagliando Elfo Puccini
• Repliche per le scuole
• 18 marzo – 14 aprile 2013, foyer sala fassbinder, ore : apertura teatro: La mostra – Fausto e Iaio



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